sabato 26 luglio 2014

RECENSIONE: L'imprevedibile viaggio di Harold Fry

Buongiorno ragazzi!! :)

Anche se oggi non è proprio quello che si potrebbe definire un "buon" giorno...piove incessantemente da sta notte, sembra ottobre qui da me, altro che fine luglio!! :(
Comunque, questo tempo uggioso mi lascia il tempo di scrivere una nuova recensione (dato che non posso uscire di casa...)!!

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho scovato in biblioteca qualche mese fa, ma che ho potuto leggere solo la settimana scorsa!! Si tratta de L'imprevedibile viaggio di Harold Fry, di Rachel Joyce (che non ha niente a che vedere con QUEL Joyce, il James padre de The Dubliners e di Ulysses, eheheh :) )


TITOLO: L'imprevedibile viaggio di Harold Fry
AUTORE: Rachel Joyce
EDITORE: Sperling & Kupfer
PREZZO: € 17,90

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Quando viene a sapere che una sua vecchia amica sta morendo in un paesino ai confini con la Scozia, Harold Fry, tranquillo pensionato inglese, esce di casa per spedirle una lettera. E invece, arrivato alla prima buca, spinto da un impulso improvviso, comincia a camminare. Forse perché ha con la sua amica un antico debito di riconoscenza, forse perché ultimamente la vita non è stata gentile con lui e con sua moglie Maureen, Harold cammina e cammina, incurante della stanchezza e delle scarpe troppo leggere. Ha deciso: finché lui camminerà, la sua amica continuerà a vivere. Inizia così per Harold un imprevedibile viaggio dal sud al nord dell'Inghilterra, ma anche dentro se stesso: mille chilometri di cammino e di incontri con tante persone, che Harold illuminerà con la sua saggezza e la forza del suo ottimismo.
Harold Fry è - a suo modo - un eroe inconsapevole, proprio come Forrest Gump: un uomo speciale capace di insegnarci a credere che tutto è possibile, se lo vogliamo davvero.


 Cosa ne penso

Il mio "fiuto letterario" non ha sbagliato neanche questa volta (sono una ragazza modesta, sì)!
All'inizio credevo che fosse banale e ripetitivo raccontare semplicemente la storia di un uomo che cammina: ok, Harold avrebbe compiuto un viaggio a dir poco notevole, ma non riuscivo a capire come avesse fatto l'autrice a riempire ben 310 pagine parlando "solo" di questo.
Mi pento di aver pensato tutto questo perché questo libro mia ha decisamente conquistata.

Harold Fry è un comunissimo (e forse banale) pensionato inglese, non ha amici, non intrattiene rapporti neanche con i vicini di casa, è schivo persino con sua moglie Maureen; il loro rapporto si è incrinato (irrimediabilmente?) vent'anni prima.
Ma quando riceve una lettera da una vecchia collega, Queenie Hennessy, malata di un cancro incurabile, Harold decide senza preavviso, senza aver pianificato niente, di camminare per consegnarle personalmente la sua risposta.
Perché è dopo l'incontro con un'apparentemente scialba ragazza che lavora a una stazione di servizio, che Harold decide che se continuerà a camminare, Queenie vivrà.
Il pensionato è spinto a proseguire questo viaggio dalla fede.
Kingsbridge, dove lui vive, e Berwick-Upon-Tweed, dove si trova Queenie, distano quasi mille chilometri e Harold non è assolutamente allenato per compiere una simile distanza.
Ma deve farlo, perché ha un antico debito con la sua amica.

Il viaggio di Harold Fry è stato per me come magnetico: ad ogni passo che faceva ero sempre più coinvolta anche io, non volevo che si fermasse, desideravo con tutto il cuore che continuasse a camminare per salvare la sua amica.
Harold ha avuto alti e bassi (ovviamente) durante il viaggio: mi sentivo sollevata ogni volta che trovava lo stimolo giusto per proseguire il suo cammino!

Leggendo mi sono resa conto che il suo non era solo un viaggio di speranza per salvare Queenie, ma anche un modo per affrontare il suo duro passato, cercare di ricordarlo e non perderne nessun attimo; è così che camminando, Harold recupera i suoi ricordi e accetta il suo passato.

Non vi voglio svelare troppo, ma vi dico solo che alla fine, quando anche per noi lettori la verità viene a galla, mi sono resa conto che non avevo capito cos'era successo in passato se non quando anche Harold e Maureen sono riusciti a fare finalmente un po' di chiarezza: insomma, Rachel Joyce secondo me ha scritto una storia bellissima, forte e triste allo stesso tempo!
Harold somiglia davvero (come è scritto anche nella quarta di copertina) a Forrest Gump: nel corso del suo cammino incontra varie persone che decideranno di aiutarlo e altre anche di seguirlo, e lui diventerà per loro una sorta di guru. Tutto questo confonderà il signor Fry, che non pensava che il suo viaggio diventasse così popolare, ma allo stesso tempo lo aiuterà a maturare e cambiare atteggiamento nei confronti del viaggio e di se stesso.

UNA LETTURA CHE CONSIGLIO CALDAMENTE!! :)
(Sto diventando sdolcinata con tutti i libri "toccanti" che ho letto finora!!)

GIUDIZIO FINALE: 4/5

Un abbraccio, Macicci


martedì 22 luglio 2014

WOW #1


Ciao ragazzi!! :)

Oggi non pubblicherò nessuna recensione, nessuna novità, nessuna citazione...
E quindi checcefregaanoi, penserete (e come darvi torto?!)
Il fatto è che sono super-mega contenta!!!
Tornata a casa dal mio solito pomeriggio in compagnia del gruppetto di bambini agitati del grest ho acceso il computer, controllato le mail e...
HO SCOPERTO DI AVER VINTO IL 2° PREMIO DI UN GIVEAWAY!! :) :)

Non potete immaginare la mia gioia, non ho mai vinto niente in vent'anni di vita..beh c'è sempre una prima volta a quanto pare!! :)

Ringrazio per l'ennesima volta Lucrezia de Il libro che pulsa, wow :)
Non vedo l'ora di leggere i due libri che mi arriveranno, ve li mostro qui sotto con la loro trama:


TITOLO: Il tasto G
AUTORE: Rossella Calabrò
EDITORE: Sperling & Kupfer

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Il suo nome è GianBattista Stigler, ha più di cento anni, è innamorato delle donne, è il confessionale semovente più affascinante di tutti i tempi. Ed è un ascensore. Il suo mestiere consiste nel trasportare con sicurezza, comodità e un certo buon gusto gli abitanti del palazzo e, in un secolo di onorato servizio, ha imparato ad ascoltare i pensieri dei suoi passeggeri. Le donne che si siedono sul suo sedile di pelle, che si truccano davanti al suo specchio o che si appoggiano alla pulsantiera non sanno che l'accorto accompagnatore sente i loro sogni, i loro dubbi, le loro dolci insicurezze. Non solo: lui le pesa. Non tanto per controllare che non superino i fatidici 225 chili collettivi - l'unico ostacolo che fermerebbe le imponenti elevazioni di GianBattista -, ma perché le emozioni femminili sono sempre in sovrappeso: le donne sentono troppo, amano troppo e ingrassano dentro, appesantendo il cuore. Ecco allora che l'ascensore galantuomo ci racconta le disavventure delle sue amate, dei loro uomini e di alcuni passeggeri fuori del comune. Nei suoi viaggi tra i pianerottoli scopriremo molte delle sfumature dell'universo femminile e non: con Isadora Dukan e le sue fantasie tormentate dalla dieta, con Benedetta Colla che riattacca pazientemente i pezzi del suo cuore, con Massimo Distacco detto "il Fuffa". Incontreremo anche Marzia Mars l'extraterrestre, che lascerà a GianBattista un regalo extraordinario: un tasto in più...

TITOLO: Mani calde
AUTORE: Giovanna Zucca
EDITORE: Fazi Editore

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Davide ha nove anni e proprio non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l’abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, tra il sonno e la veglia in cui è costretto, Davide sente e “vede” le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel “dottore antipatico” che tenterà l’impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, un dio nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l’altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia intensa e commovente con la più positiva delle morali: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso”.

Avevo proprio voglia di condividere con tutti la felicità dell'aver vinto questo graditisssssimo premio! :)

Buona serata a tutti!!! Macicci

venerdì 18 luglio 2014

RECENSIONE: La misura della felicità

Buona sera a tutti!! :)


Finalmente ho il tempo per poter scrivere la recensione de La misura della felicità, di Gabrielle Zevin.

Ve ne avevo già parlato in un post di presentazione più o meno una settimana fa (potete leggerlo qui) e non vedevo l'ora di leggerlo...

TITOLO: La misura della felicità
AUTORE: Gabrielle Zevin
EDITORE: Nord
PREZZO: € 16,00


DALLA QUARTA DI COPERTINA
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo sia cambiato in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di "abbassare i prezzi". Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. E' molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri -per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine- e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore...

La misura della felicità è una dichiarazione d'amore per la vita e le sorprese che ci riserva, ma soprattutto per i libri e i lettori, perché, come ci insegna la storia di A.J. Fikry, condividere un libro è il modo migliore per aprire il nostro cuore e raccontare qualcosa di noi.

Cosa ne penso

La prima cosa di cui mi sono innamorata leggendo questo libro sono i personaggi: lo scontroso A.J. Fikry, la dolce ed appassionata agente di una casa editrice Amelia Loman, la curiosa Maya e l'inaspettato e commissario Lambiase. Tutti hanno una caratteristica in cui sono riuscita a riconoscermi almeno un po' (ovviamente sono anche tutti e tre degli appasionatissimi lettori) e questo me li ha fatti apprezzare ed amare nei loro difetti. Un punto a favore della Zevin!!

Bellissimo il fatto che centro della storia sia la libreria Island Books: quale modo migliore per invogliare noi amanti della lettura se non ambientando il romanzo in un negozietto di libri super selezionati??
2 a 0 per la Zevin ;)

Mi è piaciuta moltissimo anche la storia in sé: il fatto che la bambina venga lasciata in una libreria perché possa crescere circondata dal profumo dei libri è fantastico (nella sua tristezza; un abbandono è sempre un evento drammatico).
E' bello percepire come ad ogni capitolo A.J. diventi più tollerabile nei confronti dei da lui tanto odiati libri per bambini e da tutti gli altri generi che non considerava per la sua "libreria esclusiva"; veramente la piccola Maya, e poi crescendo la Maya bambina e adolescente, riesce a fargli ritrovare l'amore per i libri che A.J. aveva perso alla morte della moglie.
C'è sotto anche una storia d'amore forse a mio parere un po' scontata, ma anche questa contribuirà a far cambiare atteggiamento ad A.J.: nei confronti dei libri, sì, ma anche per quanto riguarda la fiducia e l'amore nelle altre persone.
Ho adorato il fatto che ogni capitolo del libro è introdotto da un racconto consigliato dallo stesso A.J., il tutto scritto come sotto forma di lettera per la figlia (non mi voglio dilungare più di tanto per non rovinare il piacere della scoperta ai futuri lettori, anche se mi piacerebbe scrivere di più a riguardo, argggh!!!).
E siamo a quota 3 punti...

A mio parere, l'unica "pecca" del romanzo è la rapidità con cui vengono trattati certi fatti: ovviamente capisco che se si fosse dilungata di più su alcuni aspetti della storia il libro avrebbe perso un po' del suo fascino, ma credo che certe parti siano trattate un pochino approssimativamente...

Avevo alte aspettative su questo libro, ma direi che l'ho decisamente apprezzato, il messaggio arriva dritto al lettore e noi appassionati della lettura non possiamo non leggerlo!! :)

GIUDIZIO FINALE: 3/5 
(Forse 4 è un po' tanto per le aspettative che avevo...)

Buona serata!!! Macicci


martedì 15 luglio 2014

IPSE DIXIT #1

Ipse Dixit #1

Buonasera amici lettori!! :)

Ieri ho ricominciato a "lavorare" come animatrice del Grest per bambini (una specie di centro estivo, per chi non lo conoscesse): quest'attività mi porterà via buona parte della giornata, perciò farò fatica a terminare le mie letture e quindi anche a postare le recensioni che avevo in mente di fare! :(
Comunque, stare con i bambini è una cosa che mi rende felice e appagata, quindi anche se non leggo i miei libri mi sento lo stesso in splendida forma!!! :)

Perché vi dico tutto questo?
Beh perché ricominciando quest'esperienza mi è tornata in mente una frase che ho letto nel libro VIVA TUTTO! del mio amatissimissimo cantante Lorenzo "Jovanotti" Cherubini e dal filosofo Franco Bolelli.

"Io voglio dire a tutti che la vita è una cosa meravigliosa e non c'è nemmeno un attimo da perdere dietro ai dietrologismi e alle analisi, bisogna baciarci, fare a botte, affrontare il bene e il male, essere disposti a morire per un brivido di eternità."

Ecco, quando sto con questi bambini che non sanno stare fermi e che hanno voglia di divertirsi torno a casa stanca morta ma felice! Hanno bisogno di così poco per passare una bella giornata...

Volevo condividere con voi questa frase: cosa ne pensate? A voi cosa fa venire in mente?
Mi piacerebbe sentire qualche opinione :)

Un abbraccio, Macicci 


mercoledì 9 luglio 2014

RECENSIONE: Finché le stelle saranno in cielo

Ciao carissimi e famelici lettori!! :)


Oggi vorrei parlarvi dell'ultimo romanzo che ho letto, Finché le stelle saranno in cielo, ma faccio un passo alla volta, almeno qui cerco di non essere disordinata come al solito! :)

Spero che abbiate la pazienza di leggere la mia recensione fino in fondo: mi rendo conto di aver scritto un po', ma non potevo fare altrimenti con questo libro!! :)


TITOLO: Finché le stelle saranno in cielo
AUTORE: Kristin Harmel
EDITORE: Garzanti
PREZZO: € 9,90


DALLA QUARTA DI COPERTINA
Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. E' quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulle rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno la sua amatissima nipote Hope. Ma adesso, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce al suo ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa.
Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod.
Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.
Sarà proprio lo sguardo curioso e appassionato della giovane Hope a svelarne il segreto fatto d'amore, di vite spezzate e soprattutto -come indica anche il suo stesso nome- di speranza. E a rivelare anche al lettore un segreto ancora più misterioso, una luce inattesa negli anni bui dell'Olocausto, un evento tanto storicamente accertato quanto poco conosciuto, che tuttavia ha salvato dall'orrore le vite di molte persone.


Cosa ne penso

Anche questa è stata una scelta azzeccata! Mi è piaciuto molto questo libro, l'ho trovato coinvolgente e toccante, mi ha presa dalla prima all'ultima pagina.
Credo che Kristin Harmel abbia dato vita ad un intreccio veramente ben fatto e veritiero: i segreti di Mamie (nonna in francese ndr) Rose vengono allo scoperto dopo le indagini ben svolte della nipote Hope; le scoperte sono graduali, passo dopo passo la verità viene a galla e io, attenta e curiosa lettrice, non vedevo l'ora di procedere con i capitoli per scoprire la storia di questa nonna dolcissima ma malata di Alzheimer.
La scelta di far si che Mamie soffra di questa malattia è a mio parere uno dei punti principali del romanzo: Rose riesce a consegnare la lista con i nomi della sua famiglia durante uno dei suoi pochi momenti di lucidità, ma non è mai chiara con la nipote su quello che dovrà fare o cercare. Hope deve solo affidarsi al suo intuito (e anche alla sua buona sorte). La ragazza non avrà perciò nessun altro aiuto da sua nonna.

Tema fondamentale del romanzo è senza dubbio l'Olocausto: a dire la verità appena preso il libro dubitavo di riuscire a finirlo, tutto ciò che riguarda l'Olocausto mi mette tanta malinconia e tristezza, pensavo di non riuscire a leggere degli orrori del tempo per l'ennesima volta. Ma mi sono dovuta ricredere; il tema è trattato a mio parere con delicatezza e in un modo insolito: i campi di concentramento (purtroppo è inevitabile parlarne) sono messi in secondo piano, l'autrice non vuol parlare di atrocità ma di speranza e salvezza. 
Ora non voglio spiegare nel dettaglio questo aspetto perché rovinerei il piacere della scoperta a chi non ha ancora letto il libro, ma volevo sottolineare il fatto che in questo romanzo si parla di un lato della Shoah che assolutamente non conoscevo, non ne avevo mai sentito parlare nei libri di storia ed è un vero peccato saperne così poco. La lettura di questo libro mi ha fatto conoscere un accertato evento storico a dir poco fantastico: la solidarietà, anche nei tempi più bui.

In secondo piano (ma secondi solo perché in primo piano c'è il grande fatto dell'Olocausto) ci sono temi più leggeri del precedente ma comunque trattati in modo ottimo: la Harmel scrive anche sull'amore in tutte le sue forme, la fiducia in se stessi e la forza interiore davanti a situazioni difficili.
Grazie all'aiuto della sua famiglia, Hope non solo riesce a scoprire i segreti del passato di Mamie, ma riesce a capire le motivazioni che l'hanno spinta a fare ciò che ha fatto (non semplici da comprendere) e riesce a risollevare la sua vita apparentemente a rotoli (un matrimonio finito, l'apparente odio della figlia, l'attività di famiglia che sta per fallire).

Mi è piaciuto molto il sottofondo della storia, dolce e gustoso: perché Hope ha ereditato dalla nonna la sua pasticceria, dove confeziona dolci tradizionali di cui non capisce l'importanza finché non compie il suo viaggio a Parigi. 


GIUDIZIO FINALE:  4/5
(Non posso che dare questo voto anche a questo romanzo!! Troppo buona??)


N.B. Devo smetterla con i libri tristi e commoventi, il prossimo sarà qualcosa di più leggero o allegro!! :)

E voi cosa ne pensate???

Curiosita’

Ho cercato sul web titolo e copertina in lingua originale e beh, direi che mi sarebbero piaciuti di più che nella versione tradotta in italiano!! :)
Ovviamente questo non cambia la mia opinione sul libro, è solo un'informazione che volevo condividere con voi! :)


Un bacio, Macicci


giovedì 3 luglio 2014

NOVITA': La misura della felicità

Novita’ e consigli

Ciao a tutti!

Ieri pomeriggio mia mamma mi ha mandata in libreria a prenderle un libro e quando sono arrivata lì...beh ho scoperto che quello che voleva era esposto come novità, da poco arrivato in libreria!
Ho deciso di parlarvene in questo post perché la trama mi ha incuriosita e me l'ha consigliato anche la mia libraia di fiducia! ;)

Il libro in questione è La misura della felicità di Gabrielle Zevin, scrittrice statunitense.
Lei stessa ha affermato in un'intervista che "il mio libro è un inno alle librerie, fondamentali per la nostra vita"; dopo una frase del genere mi sono veramente incuriosita, e come me credo anche altri appassionati lettori! :) 

Sto già leggendo un altro libro in questi giorni ma non appena lo finirò questa sarà sicuramente la mia prossima lettura!

Vi lascio un video carinissimo che ho trovato in rete che in breve (mooolto in breve) riassume la trama del romanzo, a me ispira un sacco!


Lascia quasi un alone di mistero questa presentazione, non trovate? ;)

E voi cosa ne pensate, qualcuno l'ha già letto??

Per concludere vi lascio con un'informazione spero gradita: sul sito di LaFeltrinelli il libro è scontato del 15%!! Metto qui il link: http://www.lafeltrinelli.it/libri/gabrielle-zevin/misura-felicita/9788842923497

Un beso, Macicci


mercoledì 2 luglio 2014

RECENSIONE: Un uso qualunque di te

TITOLO: Un uso qualunque di te
AUTORE: Sara Rattaro
EDITORE: Giunti
PREZZO: € 6,90

DALLA QUARTA DI COPERTINA
E' quasi l'alba di un giorno di primavera e Viola, madre e moglie inquieta e distratta, riceve una telefonata: è il marito che le dice di correre subito in ospedale. Viola però non è nel suo letto. Comincia a rivestirsi in fretta e finalmente arriva dove avrebbe dovuto essere da ore. Quella che ci racconta è una vita fatta di menzogne, passione, tradimenti, amore e rimpianti. Ma adesso non è più possibile mentire, il terrore e la verità la aspettano in quella stanza d'ospedale dove le sue bugie non la potranno più aiutare. Un'emozionante confessione femminile così autentica da lacerare il cuore.


Cosa ne penso



Ho letto questo libro tutto d'un fiato. Ed è impossibile leggerlo in modo diverso: Viola e le sue imperfezioni mi hanno conquistata sin dal primo momento, non potevo pensare di abbandonare il libro per riprendere a leggere il giorno dopo, no, sentivo il bisogno di continuare e finirlo subito!

Credo che i personaggi (Viola, Luce e Carlo, i protagonisti, ma anche tutti quelli secondari) siano pensati in modo originale, ognuno si distingue dagli altri per la propria personalità; è quindi inevitabile provare simpatia per alcuni e antipatia per altri. 
La storia in sé non è particolarmente impegnativa, ma mi è piaciuto molto il modo in cui l'autrice l'ha presentata: le scena narrate sono dinamiche grazie all'uso dei flashback, che non rendono le vicende più difficili da seguire, anzi, le ho trovate fluide e coinvolgenti grazie a questo espediente letterario.


Per le più emotive: preparate il fazzoletto! ;)




GIUDIZIO FINALE:  4/5




    



martedì 1 luglio 2014

Per cominciare...

Ciao a tutti! :)
Nel primo post del mio blog appena nato mi sembra giusto spiegare perché ho deciso di aprirlo: beh sono una ragazza tra le cui passioni c'è quella della lettura, ho letto un sacco di libri ma non ho amici e fidanzato molto appassionati di romanzi, racconti ecc.. Quindi ho pensato: perché non condividere questo hobby con altri amanti della lettura?? Ed ecco spiegato il motivo della creazione del blog, mi piacerebbe SCAMBIARE RECENSIONI, PARERI ED OPINIONI SUI LIBRI LETTI, per consigliare (e magari anche sconsigliare) chi ha voglia di leggere ciò che scrivo! Credo quindi che sia fondamentale per la riuscita di questo intento che ognuno si senta LIBERO DI COMMENTARE i miei post con le proprie opinioni (ovviamente nel rispetto reciproco e senza offendere).

Per sapere qualcosina su di me andate pure a leggere le informazioni sul mio profilo, ho scritto quello che mi sembrava più interessante sapere! ;)

Ah, il nome del blog si riferisce al fim Storia di una ladra di libri (The book thief   in lingua originale), che ho visto di recente e mi è piaciuto un sacco! Se siete amanti lettori (o anche non) vi consiglio di guardarlo, piacerà di sicuro anche a voi!


A presto,
Macicci