giovedì 9 ottobre 2014

RECENSIONE: Come lacrime nella pioggia


Buon pomeriggio lettori!!

Come prevedevo, riuscire a stare dietro in modo costante al blog è alquanto difficile in questo periodo...mi dispiace tantissimo perché adoro scrivere qui!!
In ogni caso, sto facendo del mio meglio per continuare a pubblicare almeno il "minimo indispensabile": segnalazioni e recensioni. Per altre rubriche che ho in mente, ahimè dovrò aspettare una pausa universitaria...

Mmmh, ne approfitto per fare una domanda (o meglio, una disperata richiesta di aiuto, ehm) a tutte le altre bloggers: ma come fate ad aggiornare i vostri blog così spesso??? O.o
Giuro che tra università e studio ho veramente poco tempo...o sono sempre troppo stanca per mettermi a scrivere! Quindi...aspetto consigli!! ;)


Comunque, ecco qui pronta la recensione di Come lacrime nella pioggia, di Sofia Domino.

TITOLO: Come lacrime nella pioggia
AUTORE: Sofia Domino
PREZZO: gratuito (sofiaromanzo@yahoo.it)

DALLA QUARTA DI COPERTINA
A ventidue anni Sarah Peterson è una comune ragazza di New York, appassionata di fotografia e di viaggi.
A quindici anni Asha Sengupta è una giovane ragazza indiana, venduta come sposa da suo padre.
D’improvviso il presente di Sarah s’intreccia con quello di Asha. L’amicizia tra due ragazze, diverse ma uguali, spiccherà il volo. Non solo Sarah si ritrova, con il suo fidanzato, a vivere per lunghi periodi in un villaggio remoto dell’India, ma scoprirà che cosa si nasconde in un Paese magico e allo stesso tempo terrorizzante.
Asha farà di tutto per lottare per i suoi sogni, per avere dei diritti paritari a quelli degli uomini e per continuare a studiare, perché non vuole sposarsi così giovane, e non vuole sposare chi non ama. Sarah si schiererà dalla sua parte, ma nel suo secondo viaggio in India scoprirà che Asha è scomparsa. 
Liberarla dalla trappola in cui è caduta, per Sarah diventerà un’ossessione.
Un romanzo che fa luce su una verità dei giorni nostri, una storia di violenze, di corruzioni, di diritti negati. Una storia sull’amicizia. 
Una storia in grado di aprire gli occhi sull’India, il Paese peggiore in cui nascere donna.

Cosa ne penso

Anche questa volta vi devo confessare che qualche parte del libro mi ha commossa. Certo, so di essere una ragazza sensibile, ma il merito va soprattutto all'autrice: non mi ero mai particolarmente interessata ed informata sull'India in generale, ma leggendo questo romanzo certamente mi si sono aperti gli occhi su una realtà lontana ma forse neanche così tanto.
Si perché quella che viene raccontata è la storia di una ragazzina (il fatto che fosse molto più piccola di me mi ha toccata ancora di più) indiana in particolare, ma che potrebbe benissimo rispecchiare quella di molte altre donne. Leggendo la storia di Asha sono rimasta sinceramente sorpresa e turbata: com'è possibile che le donne al giorno d'oggi siano ancora trattate in modo crudele? A mano a mano che proseguivo la lettura non potevo fare a meno di pensare a tutte quelle donne indiane che ho incontrato in passato o che vedo in giro tutt'ora: quelle che vedo in aeroporto, in treno, in città, sono libere o nascondono la loro infelicità? Nessuna ha mai pensato di ribellarsi? Com'è possibile che accettino passivamente tutto quello che succede loro?
Ecco, dicendo ciò non voglio mettere in secondo piano la storia "vera e propria": credo infatti che l'autrice abbia narrato una storia interessante sì, anche se semplice. 
Una ragazza americana che viaggia fino a un villaggio in India per far tornare alla luce i vecchi ricordi del suo futuro marito indiano, appunto, e che si imbatte in una ragazzina forte e tenace, tanto da voler provare a cambiare le cose, forse in modo un po' troppo precipitoso e senza un'idea precisa in mente. Questa è senza dubbio una storia di donne forti, lontane dalla passività ed inespressività di tutte le altre che si incontrano al villaggio. 

L'autrice tratta il tema dell'oppressione femminile indiana non solo dal punto di vista dei matrimoni combinati (che forse sono ciò che più si conosce della cultura indiana) e dei maltrattamenti "domestici", tra le mura di casa: nel libro si parla anche della vendita delle donne a uomini che le sfruttano poi come prostitute per guadagnare dei soldi e per soddisfare anche i propri piaceri. Forse questo mi ha sconvolta ancora di più di tutti i maltrattamenti e le sottomissioni delle donne nel villaggio; nel racconto, Asha viene punita per essersi rifiutata di sposarsi e, d'accordo anche con suo padre, quello che doveva essere il suo futuro suocero la vende a uomini che commetteranno ogni atrocità su di lei. Non conoscevo questo "lato oscuro" delle città indiane (anche se ricordo che quando vidi il film The Millionaire rimasi sconvolta nel vedere cosa certi uomini fanno ai bambini delle baraccopoli indiane), che si riflette non solo sulla crudeltà degli uomini sulle donne, ma anche dal punto di vista della sicurezza pubblica (polizia inaffidabile e corrotta).

Non voglio raccontarvi più del necessario, perciò mi fermo qui.
Sofia Domino ci racconta una storia che ci fa aprire gli occhi su un Paese un po' sconosciuto e forse in disparte come l'India, ma ci ricorda comunque che per quanto queste atrocità facciano male (al corpo e allo spirito), c'è sempre uno spiraglio di luce, una speranza a cui aggrapparsi per continuare a lottare e a vivere: l'amicizia e la tenacia.

GIUDIZIO FINALE: 3/5

E voi cari lettori, avete già letto questo libro? O qualche altra storia che vi ha in qualche modo toccati o sconvolti per quello che viene raccontato?
Ditemi la vostra (e ricordatemi di darmi qualche consiglio sulla gestione del blog ;) )!

Macicci


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