giovedì 5 febbraio 2015

Just for a second #7

Hi, lovely readers!!

Lunedì ho ricominciato le lezioni all'università, e quindi anche a ripassare davanti alle vetrine della solita libreria...perciò è tempo di riprendere anche la rubrica Just for a second!

Rubrica ideata da me dove ogni giovedì vi mostrerò la cover (spettacolare, colorata, simpatica, bruttina...) di un libro che ha catturato la mia attenzione in...just for a second!

TITOLO: Via Ripetta 155
AUTORE: Clara Sereni
EDITORE: Giunti
PREZZO: € 14,00
PAGINE: 208

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Essere giovani tra il '68 e il '77. Musica, incontri, speranze, politica, amore e ciclostile. L'autobiografia di una generazione in un decennio che ha cambiato il mondo e l'Italia.

Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d'oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Tutto chiaro? No, perché il 155 si trova nel piccolo tratto dopo l'Ara Pacis che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare.
Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il '68 e il '77, cominciati all'insegna dell'utopia libertaria -compresa l'idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi- e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, dei manager rampanti. Per i non rassegnati, restava solo il tentativo di portare dentro i gruppi amicali, e qualche volta dentro una famiglia che si pensava "nuova", la gran massa di elaborazione ideale che via via si era andata producendo.
Una storia vista con lo sguardo sghembo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare -dolorosamente- una memoria non ingabbiata. Ricordi in prima persona di anni raccontati fin qui poco: perché il terrorismo non fu -come molti ritengono- la conclusione logica di quanto il Sessantotto aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.

Allora, il Just for a second, come credo ormai sappiate, è una rubrica che mette in primo piano principalmente le cover dei libri che vedo, perché sono quelle ad attirare nell'attimo in cui cammino davanti alla vetrina...
Perciò, la copertina di Via Ripetta 155 è stata indubbiamente un bel colpo d'occhio: il turchese (o è un azzurro acqua? Mmmh illuminatemi!) delle finestre, ve l'assicuro, attira moltissimo, ha fatto risaltare il libro tra le decine di altre copertine esposte!
Trovo inoltre che la fotografia usata sia bellissima: le rovine, i colori, sono per me un insieme irresistibile!
L'unica "pecca" per me è il colore che hanno usato per il titolo: il rosso sparisce un po' nell'insieme, ho dovuto fare due/tre giri davanti alla vetrina per riuscire a leggerlo!

Per quanto riguarda la trama del libro, invece, quella la scopro sempre una volta che torno a casa e preparo il post; in questo caso il libro in questione è decisamente impegnato, non un racconto ma una storia reale e "storica" (passatemi il termine), decisamente non una lettura alla portata di tutti.
Io stessa, sebbene mi interessi della storia in generale, non saprei dirvi se leggerei questo libro: forse se dovessi approfondire uno studio universitario, o se mi verrà la voglia improvvisa di documentarmi su questo periodo tanto particolare e sovversivo...

E voi cosa ne pensate?
Siete d'accordo con me per quanto riguarda la copertina? E sulla trama?

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