martedì 28 luglio 2015

Ultima tappa del blogtour! RECENSIONE: Facemmo l'amore una notte di maggio

Buondì lettori!

Purtroppo, anche questo sabato ho mancato l'appuntamento con la rubrica Photo Mania (non so se ve n'eravate accorti, ma mi va di dirvelo lo stesso :D ); avevo fatto una foto davvero carina e volevo mostrarvela, ma il sabato è l'unico giorno libero che ho e cerco sempre di fare le mille cose che non riesco a fare durante la settimana...quindi ecco, il sabato a volte è davvero incasinato -.-
Ma recupererò questo fine settimana, ohyeah! :) :)

Parentesi sulla foto a parte, oggi vi propongo una recensione!
Il libro in questione è Facemmo l'amore una notte di maggio, primo romanzo di Domenico Andrea Schiuma, che mi aveva contattata tempo fa per organizzare un blogtour.
Qui da me quindi ospito l'ultima tappa di questo blogtour, la recensione: andate a vedere cosa ne penso del libro d'esordio di questo giovane scrittore...

TITOLO: Facemmo l'amore una notte di maggio
AUTORE: Domenico Andrea Schiuma
EDITORE: Lettere Animate
PREZZO: € 1,49 ebook
PAGINE: 147

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Nicola Mastrogiovanni vive un'infanzia molto difficile. La madre è una donna molto docile e sottomessa al marito, un uomo violento e insensibile. Dopo aver perso il lavoro, Simone Mastrogiovanni, padre di Nicola, scappa, lasciando nei guai la moglie e il figlio. Uscendo dalle difficoltà, Nicola sviluppa un rapporto ossessivo per la madre, al punto da diventare un mammone.  Alla sua morte, non riuscendo ad andare oltre il lutto, Nicola decide di prendere il primo treno che passa per fermarsi un mese in un'altra città, in modo da distrarsi un po'. Nicola arriva a Bari. Qui, origliando le sue conversazioni con un amico-Nicola sviluppa il vizio di origliare da bambino, e lo mantiene durante tutta la vita- conosce Natalia, un'attrice 17enne della quale si innamora. Natalia è stata appena lasciata da Lorenzo, il suo ragazzo, apparentemente senza alcuna ragione. Nel mentre, Nicola si trova anche coinvolto nella misteriosa sparizione di un lavoratore da un paesino della provincia. L'intreccio finale porta Nicola lontano da Bari, a meditare sul suo passato in una luce completamente diversa.



Dico la verità, è stato un po' difficile scrivere la recensione di questo libro: un po' perché mi era stato chiesto se lo volessi recensire, un po' perché lo scrittore in questione è giovane e questo mi ha detto essere il primo libro "serio" che ha scritto, un po' anche perché la storia mi ha lasciata davvero perplessa...insomma, per tutti questi motivi ho dovuto pensarci su abbastanza prima di buttare giù questa recensione.
In ogni caso, come per ogni recensione che scrivo, sarò sincera al 100%.

In generale, ho trovato carina l'idea di fondo del romanzo: Nicola Mastrogiovanni, il protagonista, è un uomo che ascolta le storie che si raccontano le persone. Va nelle piazze, si siede sulle panchine vuote e, semplicemente, origlia; spera sempre di sentire storie interessanti e alternative, ma la maggior parte delle volte la gente si racconta solo banalità. Poi, un giorno, Nicola decide di abbandonare la sua vita tranquilla e di andare per un mese in un'altra città, una a caso. E così arriva a Bari. Lì, stando alla trama, origliando conosce Natalia, una ragazza che sembra sia appena stata lasciata dal suo fidanzato, e Nicola se ne innamora.

Bari

Purtroppo, perché tutto questo potesse risultare accattivante, la storia aveva bisogno di una marcia in più, di più dinamicità, più movimento...invece Nicola da quando arriva a Bari fa sempre le solite cose, ogni santo giorno: la monotonia e l'abitudine lo assalgono anche qui, ogni mattina esce dal suo albergo, pensa a dove andare a fare un giro, ci va e poi durante il resto della giornata non fa altro che pensare e origliare conversazioni monotone.
Dopo un po' che si legge questo la cosa inizia a farsi un pochino noiosa...
Avrei preferito leggere qualcosa in più sul suo innamoramento, magari anche qualche storia origliata in più, qualcosa che che mi coinvolgesse maggiormente con il protagonista.

Alcune parti della storia sono però scritte in modo più coinvolgente e veloce, come ad esempio la storia che Nicola origlia da Natalia e il suo amico Federico: lì si parla di presunti tradimenti, di incontri estivi, si scherza, si ride...è (quasi) tutta un'altra storia, tutto un altro stile.
Peccato che di queste parti ce ne siano poche...

Nella narrazione ci sono tante descrizioni. Forse anche un po' troppe, a parer mio... Sono curate fin nei minimi dettagli e devo dire che sono ancora abbastanza indecisa: da un lato forse è un punto a favore dell'autore, che indubbiamente conosce molto bene le ambientazioni che descrive (Bari), ma da un altro lato questa caratteristica risulta un pochino pesante, rallenta la narrazione. Le scene e azioni più semplici e banali vengono descritte a volte troppo accuratamente, usando anche molti giri di parole; a mio parere alcune parti si sarebbero potute spiegare più brevemente e in modo più conciso, per rendere più scorrevole il racconto...
Altro punto che, ahimè, non mi è piaciuto sono stati i dialoghi: li ho trovati macchinosi, anche qui le frasi più banali venivano allungate, si sarebbero potute dire in maniera più concisa anche queste.

Ammetto che verso la fine la storia migliora, prende un ritmo appena più incalzante del resto del libro, anche se, nel mio caso, questa svolta non è bastata a "salvare" la parte precedente.
Avrei anche voluto leggere un finale più chiaro, perché mi è sembrata una chiusura un po' frettolosa, anche se ho apprezzato lo stesso quello che l'autore ha cercato di fare con la conclusione.

Quasi dimenticavo una cosa, questa ci tengo a dirla: ho trovato abbastanza pesante che ogni volta che c'era da nominare il protagonista venisse usato il suo nome per intero: il signor Mastrogiovanni uscì dall'albergo, il signor Nicola Mastrogiovanni prese la seconda strada a destra, Nicola Mastrogiovanni pensò questo...abbastanza pesante da leggere ogni due frasi.


Do questo giudizio a malincuore, lo giuro, perché personalmente odio criticare il lavoro altrui, soprattutto sapendo che magari uno ci ha messo davvero tanto impegno.
Spero che questo mio giudizio venga preso come critica costruttiva, che d'altronde è proprio quello che vorrebbe essere.
Facemmo l'amore una notte di maggio non mi è molto piaciuto, ma non vuol dire che tutti la debbano pensare come me! Anzi, spero davvero che qualcun altro abbia voglia di leggere questo romanzo, e che magari scriva qui nei commenti o in qualunque altro posto cosa ne pensa, magari ha un parere completamente diverso dal mio :)

Qualcuno l'ha già letto? Sarei davvero curiosa di sapere cosa ne pensate!

A presto,
Macicci

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