sabato 29 agosto 2015

RECENSIONE: Chi manda le onde

Buon sabato, lettori cari!

Finalmente è arrivato il momento di pubblicare la recensione che desideravo farvi leggere da un bel po' di tempo (perdonatemi quindi se ho deciso di saltare l'appuntamento del sabato con la rubrica Photo Mania...se volete dare un'occhiata a quella della scorsa settimana, QUI il link): una lettura che mi ha conquistata fin dal primo momento, la lettura migliore di quest'estate, e forse anche uno dei libri più belli che io abbia letto finora.
Chi manda le onde me l’ha regalato la mia mamma. Un giorno è tornata a casa con un pacchetto per me, l’ho aperto e dentro c’era questo libro fantastico. “L’ho scelto intanto per il titolo e la copertina, mi piacevano e pensavo fossero giusti per te!” grande mamma, anche lei come me viene attratta dalla belle copertine ;) 
In questo caso aveva pienamente ragione, questa copertina dice ESTATE in ogni spazio. “Poi ho letto la trama e ho capito che era davvero il libro per te, spero ti piaccia!” uno dei regali più azzeccati di sempre, grazie mamma.
Dalla copertina e del titolo mi aspettavo un super romanzo, anche se non avevo le idee ben chiare non avendo ancora letto niente di Fabio Genovesi.
E sono rimasta piacevolmente sorpresa da quello che ci ho trovato dentro.

TITOLO: Chi manda le onde
AUTORE: Fabio Genovesi
EDITORE: Mondadori
PREZZO: € 19,00 (lo trovate anche a meno)
PAGINE: 391

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore.
E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. 
Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro li profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane. Quando il dolore arriva a schiacciarli lì in mezzo, sarà la vita stessa a scuoterli con i suoi prodigi, sarà proprio il mare che misteriosamente comincerà a parlare. E questa armata sbilenca si troverà buttata all'avventura, a stringersi e resistere in un on the road tra leggende antiche, fantasmi del passato, amori impossibili e fantasie a occhi aperti, diventando così una stranissima, splendida famiglia.




Luca e Luna vivono con la mamma Serena a Forte dei Marmi; non hanno un papà ma stanno bene lo stesso, sono cresciuti così e così sono felici. Luna è una bambina speciale, è albina, e la sua famiglia la ama per la sua particolarità e la sua diversità. Luca è il ragazzo che tutti amano: a scuola, in città, ogni persone è attratta ed ammagliata da lui, che fa qualunque cosa bene, è bello, simpatico ed amorevole. Luna e Luca hanno anche un profondo legame con il mare, che lascia strani regali a lei ed accoglie suo fratello quando va a fare surf. E Serena è orgogliosa di essere la loro mamma, è orgogliosa che da lei sia uscito questo figlio strepitoso e questa bambina fragile e speciale.

Zot invece viene da Chernobyl ma ora vive con Ferro, un vecchio scorbutico (e abbastanza zozzo) anche lui di Forte dei Marmi. Zot è un bambino ma è un vecchietto dentro: parla in modo bizzarro, come un vecchio, appunto. E’ curioso nell’aspetto e nella parlata, ma è tanto buono, dolce e sempre sorridente, anche se è preso di mira dai compagni per le sue stranezze. Lui e Ferro sono un’accoppiata particolare: Zot lo chiama “nonnino” anche se Ferro gli borbotta sempre dietro qualcosa quando glielo sente dire. Perché Ferro deve difendere la sua proprietà dagli stranieri, in particolare dai temibili russi, che con i loro soldi gli vogliono comprare la sua casa e poi buttarla giù per farci una nuova super villa, come è successo per tante altre abitazioni di Forte dei Marmi.

E poi c’è Sandro, che ha quarant’anni, vive con i genitori (anche lui a Forte dei Marmi) e svolge un sacco di piccoli lavori occasionali per racimolare qualche soldo (insieme ai suoi due strambi amici).

E’ quando Sandro accetta di fare il supplente al liceo locale che la vita di tutti loro inizia ad intrecciarsi pian piano, tra lacrime, bugie, risate ed incidenti…

Questi sono i personaggi del romanzo, queste le loro vite prima che tutti s’incontrassero.
Fabio Genovesi è riuscito a creare delle persone, non dei personaggi: Chi manda le onde è uno dei pochi libri che ho letto in cui ci si imbatte in queste persone speciali, ognuna delle quali ha il suo carattere, il suo modo di pensare, il suo modo di agire e vedere il mondo. Ripeto, per me non sono stati dei personaggi, mi sembrava di aver conosciuto delle persone vere, tanto erano ben costruite. E non servivano tante descrizioni, tanti giri di parole per conoscere, saper distinguere ed apprezzare tutti quanti.
Come Serena, di cui Sandro è innamorato dai tempi del liceo: continua a dire che è bellissima, ma non ho ricordi che venga descritta per filo e per segno nell’aspetto fisico; so che è bella e questo mi basta per immaginarmela. O come Luca: so che anche lui è bello, so anche che ha i capelli lunghi e che ama fare surf, ama il mare in ogni suo dettaglio e va bene così, di più non vorrei sapere.
Davvero, i personaggi di questo libro sono fantastici, tutti quanti.
Ma c’è sempre qualcuno che colpisce di più, no?
Naturalmente anche io mi sono aggiunta alla lunga lista delle persone che adorano Luca (è impossibile non innamorarsene, mettetevelo via).
Però forse il mio preferito era Zot, il dolce, sorridente, vecchietto Zot, tanto strano, buono e sognatore da non perdersi mai d’animo, anche quando tutto sembra contro di lui. Zot amico fidato di Luna, nella loro stranezza e diversità stanno benissimo assieme, sono in sintonia, due bambini fantasiosi contro il mondo duro degli adulti. Zot vi farà sorridere con il suo linguaggio all’antica, i suoi vestiti da vecchio e la sua passione per le canzoni ancora più vecchie; non potrete che provare tenerezza per lui.
Ah, beh, e di sicuro sorriderete anche quando incontrerete Ferro, i suoi fucili e le sue canottiere sporche. Lui ha un linguaggio piuttosto colorito, secco e rude. Con tutti. Ma sotto sotto anche Ferro ha un cuore buono, lo vedrete.

Immaginate, se dei personaggi così si incontrano, sapete che casino ne viene fuori? Ne esce una storia a volte un po’ assurda, altre volte ironica, dolce, tenera, triste, depressa, arrabbiata, libera. Ne esce un romanzo che dentro ha tutte queste cose, che vi terranno incollati alle pagine come è successo a me. Anzi, a un certo punto vorrete addirittura rallentare la lettura, così da poter stare con queste persone particolari ancora un po’ più a lungo. Vorrete abbracciare forte Serena e dirle di aprire le finestre perche, nonostante tutto, la vita va avanti. Vorrete correre insieme a Luna e Zot sulla spiaggia per vedere che regali vi ha portato il mare questa volta. Vorrete dire a Sandro di darsi una svegliata e fare una qualunque mossa. Vorrete dire a Luca che il mare è suo amico, ma forse è un amico imprevedibile anche per lui che è abituato a frequentarlo.

Il mare accompagna questi personaggi nelle loro avventure, il mare che a volte è spettatore e altre volte agisce e cambia le cose, le peggiora, le migliora, mescola le carte in tavola.


Il libro è davvero coinvolgente, Fabio Genovesi è riuscito a scrivere una storia semplice ma allo stesso tempo accattivante: c’è stato solo un punto in cui ho pensato “Ahia, qui rischiamo di tirarla per le lunghe e rimanere bloccati”, ma è stata questione di un capitolo, forse due, niente di insuperabile.

Spero, se lo leggerete, che rimarrete affascinati quanto me dallo stile dell’autore: per me è stata davvero una novità, una ventata d’aria fresca e frizzante. Dialoghi divertenti, parlate tipiche della Toscana, linguaggio sincero e veritiero: uno stile scorrevole e dinamico, ironico e seducente, 390 pagine scritte in modo forte e trascinante (come le onde del mare).


Non vi voglio raccontare più di tanto sulla storia, niente dettagli: con la mia recensione vorrei solo farvi venire voglia di leggere Chi manda le onde, perché merita davvero (non per niente è stato uno dei 5 libri finalisti del premio Strega di quest’anno).

E voi, avevate già sentito parlare di questo libro?
L'avete già letto?
Vi ho fatto venire voglia di leggerlo? ;)
Fatemi sapere cosa ne pensate!

Un abbraccio,
Macicci

2 commenti:

  1. La trama di questo libro non mi aveva incuriosito granché, ho cambiato idea dopo aver letto la tua recensione!! :) :) Lo appunto in WL

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    1. Sono contenta di averti fatto cambiare idea :D
      In effetti la trama è carina, sì, ma a conquistarmi di questo libro sono stati lo stile e i personaggi!

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